Una Esposizione in Castello (ma non nel 1904)

Come noto il colle Cidneo ha ospitato fra i mesi di maggio ed ottobre del 1904 la straordinaria Esposizione pronta a mettere in mostra il meglio dell’economia e della società bresciana e lombarda. Per l’occasione vennero realizzate le bellissime architetture in stile liberty opera dell’arch. Egidio Dabbeni, progettista dei maggiori edifici industriali bresciani, ad iniziare dalla vicina sede della Società elettrica bresciana (poi sede Enel ed oggi in fase di recupero a fini residenziali).

Il luogo fortificato domina la città. Sin dall’evo antico, il colle ed il suo Castello hanno sempre costituito uno dei simboli della città, nelle varie stagioni della storia così come nella sedimentazione dell’immaginario collettivo bresciano. Dalle mura del Castello, milanesi, veneziani, napoleonici, austriaci e soldati del regio esercito hanno accortamente vegliato o violentemente bombardato secondo necessità, e qui sono stati rinchiusi nelle segrete, liberati o fucilati nei cortili i martiri delle patrie battaglie, sono stati giustiziati o graziati i colpevoli e gli innocenti.

Ma dopo la fine dell’Esposizione del 1904 quelle architetture erano rimaste a vegliare sulla città storica, mantenendo quel tocco di immaginifico ed incantato a cui i bresciani finirono per affezionarsi. Così alcuni anni più tardi quegli spazi tennero a battesimo una nuova Esposizione.

L’immagine ci regala uno scorcio che non dura a lungo nella storia cittadina. La fotografia, presa nell’anno 1909 dalla Torre del Pegol di palazzo Broletto del Castello, rivela infatti le architetture – parzialmente ridotte rispetto ad un lustro prima, dell’”Esposizione nazionale di applicazioni elettriche”, inaugurata l’8 agosto di quello stesso anno 1909, promossa dalla Società bresciana di igiene.

A destra della mole del Castello si vede la curiosa villetta costruita provvisoriamente nel 1904 come padiglione espositivo di una ditta dei mobilieri Maghini per l’Esposizione di quell’anno, mentre a sinistra l’asta della sventolante bandiera si erge sull’indispensabile ritocco per far risaltare le architetture espositive.

Il Castello, con le mura, la allungata torre Mirabella e il possente torrione delle prigioni è al centro della scena, ma alla base la modernità è ormai prossima a raggiungerlo. La stessa cartolina ufficiale disegnata in occasione dell’Esposizione del 1909 mostra la giovane fanciulla raffigurante la luce elettrica, con il lungo filo fra le mani, a illuminare il panorama del castello, scacciando i simboli dell’oscurità.

Al centro, l’elegante scalinata che da piazza Martiri di Belfiore saliva al Cidneo: aperta nel 1904 in coincidenza con l’importante manifestazione; verrà demolita a partire dal 1943 per l’apertura del tunnel già ideato nel piano regolatore del 1922 quindi concretamente avviato per realizzarvi, nel gennaio del 1943, un rifugio antiaereo, e quindi, col mone di galleria Tito Speri, inaugurata al traffico stradale il 25 aprile 1951.

Lungo il versante sinistro del colle si intravede il tracciato della strada di accesso aperta solamente nel 1877 e risistemata nel 1904 per ospitare i binari del nuovo tram elettrico, il primo a trazione elettrica della storia cittadina. Tram ed esposizioni svelano dunque l’intrico di mura, spalti, le vene di buio e di luce che innervano il Castello ed il colle che già Catullo, nel suo celebre verso Brixia cydneae supposta speculae, amava raffigurare come il cuore amato ed armato di Brescia. A stagliarsi nel cielo sopra la città.

Questa fotografia e le altre pubblicate su "bresciastorica.it" sono presenti nel libro fotografico "Brescia Antica" edito dalla Fondazione Negri.

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