Un treno merci in centro città

L’immagine, scattata negli anni Trenta del Novecento, non è un fotomontaggio. E nonostante i passanti si mostrino perplessi, lo stupore è riservato più al fotografo che alla scena ritratta, divenuta da tempo usuale.

In realtà non si tratta di una linea ferroviaria. A trainare i pesanti vagoni è la motrice della Teb, acronimo di Tramvie Elettriche Bresciane (nata ufficialmente il 14 ottobre 1920, capitale sociale iniziale 300.000 lire, portato nel dicembre dello stesso anno a 12 milioni di lire.

La Teb nasce con lo scopo di gestire il settore trasporti della potente Società elettrica bresciana (Seb), nata il 29 maggio 1905 ed ormai principalmente dedita alla produzione e commercializzazione di energia elettrica in diverse provincie lombarde ed emiliane.

Sin dalla sua nascita la Seb aveva avviato un importante piano di sviluppo del sistema tranviario extraurbano e cittadino (quest’ultimo servizio acquisito per breve tempo dalla Compagnie Generale des Chemins de fer secondaire, poi municipalizzato nel 1908): sorte fra il 1881 ed il 1887 con trazione a vapore, le linee vennero acquisite dalla Seb nel breve volgere di poche stagioni, gradatamente elettrificate a partire dal 1907 ed estese sin oltre i confini provinciali.

Quella raffigurata nell’immagine è una delle linee Teb – sulla motrice si scorge anche il fascio littorio – ospitante più direzioni. I binari erano stati posati nell’anno 1906 per la nuova tratta Brescia-Cellatica-Gussago, con la concessione anche per una diramazione che a tutti gli effetti diviene una nuova linea cittadina del tram, collegante Porta Trento con Canton dell’Albera (incrocio fra le attuali via Tartaglia e via L. Da Vinci), Porta Milano e – dall’agosto 1907 – anche la Stazione ferroviaria.

La trazione elettrica alimenta dal 1908 sia le tramvie extraurbane, come questa fotografata, e le linee dei tram urbani, che proprio in piazzale Garibaldi si incrociano più volte al giorno: il deposito municipale è nella vicina via Donegani (oggi sede del Comando Vigili Urbani), il deposito della Teb è poco distante, incuneata fra gli opifici della Metallurgica Tampini e delle Officine Togni, in quella che al tempo si chiamava via Stati Uniti.

La Teb è chiamata a gestire tratte per circa 200 Km di lunghezza, suddivise nelle linee Brescia-Salò-Toscolano (46 km); Brescia-Vestone-Idro (27 km); Brescia-Gardone-Tavernole (27 km); Brescia-Pavone-Gambara (49 km); Brescia-Cellatica-Gussago (9 km); Brescia-Stocchetta (4 km); Brescia-S. Eufemia (3 km), tutte elettrificate; ancora: la linea Brescia-Orzinuovi-Soncino (31 km) ed il servizio tranviario urbano delle città di Mantova (sino al 1930) e Cremona (sino al secondo dopoguerra).

Si tratta – e lo sarà almeno sino alla metà degli anni Trenta – dell’infrastruttura periferica principale per il trasporto su rotaia di viaggiatori e merci a livello bresciano, collegamento trasversale fra aree di produzione agricola e manifatturiera e la linea ferroviaria cittadina, caratterizzandosi le linee tranviarie extraurbane proprio per promiscuità di utilizzazione e basso costo. Una rete di linee che costruirà a lungo uno sbocco sufficiente per molte attività d’impresa minori che punteggiavano le valli e la pianura, concorrendo ad aprire, almeno parzialmente, un circuito economico di più ampio respiro.

Proprio intorno agli anni Trenta, la Teb vede declinare gradatamente l’importanza del proprio servizio, stretto fra la concorrenza dell’automobile e la realtà di nuove direzioni dei flussi di persone e merci. Nell’anno 1930 la Teb inaugura così il suo primo servizio automobilistico, sulla linea Brescia-Collio e l’anno successivo quattro linee vengono soppresse, sostituite anch’esse da autobus, mentre sulla parte meridionale del deposito tranviario viene realizzata la nuova fermata delle linee di autobus.

Nell’anno 1940, su 205 km di linee, esattamente la metà erano però ancora servite dal tram.
Nell’anno 1935 la Teb crea la nuova società Sia, Società Italiana Autotrasporti, cui viene affidata la gestione del settore autoservizi. Il 1956, è l’anno che registra la definitiva rimozione delle rotaie su tutto il territorio.

Questa fotografia e le altre pubblicate su "bresciastorica.it" sono presenti nel libro fotografico "Brescia Antica" edito dalla Fondazione Negri.

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