Una festa per il mondo dei trasporti

Dopo la Seconda Guerra mondiale si torna a festeggiare il I maggio, la Festa dei Lavoratori che a Brescia aveva registrato il primo raduno nel 1898. Nell’immagine la tavola imbandita e commensali con vestito della festa per il I maggio 1947 in un’impresa di autotrasporti.  Un settore che nel bresciano, per via della sua organizzazione economica imperniata su piccole e medie imprese, è sempre stato fiorente.

Nell’ultimo decennio dell’Ottocento a Brescia operavano nove Agenzie di trasporto e spedizioni autorizzate: oltre all’Agenzia delle Strade Ferrate Meridionali vi erano le imprese di Luigi Berardi, Bianchi & Compagni, Roberto Borsi (fuori Porta Milano), la ditta di Antonio Carrara, l’Impresa Duina & Ramponi, la Pietro Feriti (che gestiva anche un’agenzia per l’emigrazione), la ditta Giovanbattista Fornasini, la Giovanni Moreni e la ditta “Giulio Dalla Vecchia” (dalla quale nascerà la Fert).

Bisogna attendere il 1909 per registrare, nel comparto, l’apparire di una cooperativa: quell’anno nasce infatti la “Cooperativa Trasporti”, che durerà sino allo scoppio della Grande guerra e della quale non si conosce praticamente nulla. A Salò nel 1914 sorge la “Società cooperativa bresciana autotrasporti”, che conosce anch’essa una vita poco duratura, nonostante il coinvolgimento di autorità e imprese impegnate a promuovere il turismo lacustre.

Dopo la baraonda guerresca, il settore dei trasporti e delle spedizioni conosce un certo rilancio. Nel 1920 nasce in città la nuova ditta “Autogarages e autotrasporti”, che coinvolge molti disoccupati ma che si scioglierà già nell’anno 1923. Nel 1921 è la volta della “Cooperativa  autoservizi” a Brescia e della “Cooperativa carrettieri di Leno”, che consente al commercio ed alla agricoltura della pianura di fruire di alcuni preziosi servizi di movimentazione delle merci.

Nella seconda metà degli anni Venti la concorrenza in città è fra l’altro assai elevata. Si registrano ben 10 imprese di trasporti e spedizioni: la “Autotrasporti Cicchetti & Golfetto” di via Montello, la “Francesco Colpani” di via Morosini, la citata “Cortesi” in Corso Cavour, la nuova “Cooperativa Trasporti” con sede in via Gasparo da Salò, la “Bresciana” di via Solferino, la “Zoncada” (già “Brusadelli & Zoncada”, che la pubblicità del tempo segnalava attiva sulla direttrice Milano-Brescia-Verona-Salò e Trento-Bolzano-Innsbruck) sempre in via Solferino, la “Felice Besenzoni” di via Foppa, la Fert e la “Erminio Cantù” con sede presso la Stazione Tram.

Nota è nella storia bresciana la proliferazione di nuove imprese o cooperative che, recuperando i residuati bellici (su tutti i famosi automezzi marca Dodge di fabbricazione americana) e dando lavoro ai reduci dalla guerra e dai campi di internamento, offrono servizi di trasporto a prezzi stracciati, trovando ordini e lavoro grazie alle intense stagioni della faticosa ricostruzione post bellica.

Una presenza diffusa: Le statistiche segnalano la fondazione di ben 52 cooperative di trasporti negli ultimi otto mesi dell’anno 1945 ed altre 7 nel 1946, nel segno di una possibile opzione lavorativa in stagioni drammatiche. Una diffusione che si registra in ogni angolo della provincia e che mette in crisi le imprese più strutturate. Come si legge nei verbali del Consiglio di Amministrazione della ditta Fert, per esempio, “non si sono potute diminuire le spese generali, né di personale, anzi, si è dovuto, costretti dai patti di lavoro, aumentare di molto stipendi e paghe, senza poter aumentare i prezzi dei trasporti. Si aggiunge che il blocco dei licenziamenti ci ha impedito di diminuire il personale, resosi inutile per la mancanza di lavoro mentre si sono dovute aumentare le mercedi”.

Il tema dei trasporti e della logistica del movimento, con l’apprestarsi della crescita economica e del boom degli anni Sessanta, registra un vero scossone. Agli inizi degli anni Cinquanta nel bresciano si censiscono ben 943 ditte di trasporti, con oltre 2.600 addetti, anche se solamente 9 imprese – con complessivi 374 addetti – dichiarano di essere a diffusione regionale e nazionale.

Il panorama che si apre agli anni Sessanta è, per il mondo delle imprese locali di trasporto e spedizioni, assai contraddittorio. Il censimento dell’economia effettuato nello stesso 1961 segnala il rapido proliferare delle imprese di trasporti e spedizioni, che nel bresciano passano da 943 del 1951 a 1.302 di dieci anni dopo. E’ l’esplosione dei padroncini, dei proprietari di un solo automezzo con un solo dipendente, il proprietario. Con la nascita di una sola cooperativa di trasporti.

Questa fotografia e le altre pubblicate su "bresciastorica.it" sono presenti nel libro fotografico "Brescia Antica" edito dalla Fondazione Negri.

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