Lottare contro la Tbc: la Casa materna di Villa Paradiso

La tubercolosi è stata, sino ad oltre la metà del Novecento, una malattia diffusa anche a Brescia. Prevenzione e cura cercano di porre un freno, ma è soprattutto verso l’infanzia che si concentrano le attenzioni. Ad occuparsene è in particolare un’associazione di medici e dottori, poi trasformatasi in Opera Pia: già nel corso dell’anno 1922 un gruppo di bambini inizia infatti a frequentare la Colonia di Villa Paradiso, “circondata da un magnifico bosco di piante annose”.

Qui trovano posto anche i “bambini gracili” che da un anno frequentavano la Colonia “Lina Rocchelli-Tarenzi”, un’iniziativa avviata l’anno precedente dal presidente Magrassi sul lago di Garda grazie al generoso lascito del commerciante cittadino e fabbricante di cappelli Giovanni Rocchelli in nome della giovane moglie scomparsa nel 1918.

Quando nel maggio del 1924 si inaugura ufficialmente la sede di Villa Paradiso, a sud della città, l’attività di Villa Paradiso conosce nuove accelerazioni. In luglio si avviano le visite mediante pneumotorace e visite radioscopiche, in ottobre si procede alla cura specialistica per bambini “ammalati al cuoio capelluto”, in dicembre le inchieste domiciliari cessano di essere compiute dalle dame visitatrici, ma eseguite da personale paramedico appositamente formato.

A partire dal 1928 una apposita convenzione regola il passaggio dell’intero personale tecnico del Dispensario dell’Opera Pia al Consorzio Provinciale Antitubercolosi di Brescia, che assumeva così in prima persona la responsabilità e la gestione del dispensario stesso, formalmente decretata in data 10 dicembre 1933.

Da quel momento nelle carte intestate della “Opera Pia Dispensari Antitubercolari ed Istituti Affini” compaiono solo due specificazioni dei servizi offerti: Colonia profilattica infantile “Villa Paradiso”, con annessa Colonia bambini gracili “Lina Rocchelli Tarenzi”.

Nel 1925 era stata frattanto trasferita a Villa Paradiso anche l’iniziativa denominata “Casa Materna”, che il fotografo Negri riprende in questa immagine probabilmente nella giornata inaugurale.

La “Casa Materna” è situata da alcuni anni nei locali concessi dalla Congregazione di Carità: essa ospita una ventina di lattanti, sei nutrici ed un paio di suore, provvedendo direttamente ed autonomamente al proprio necessario, per il quale l’Opera Pia aveva stanziato le rendite di un fondo costituito da 39.000 lire in titoli di Stato.

La razionale sistemazione dei servizi viene immediatamente avviata nel 1927. La Colonia, ora denominata Preventorio, ospita complessivamente 50 bambini di ambo i sessi, con obbligo di istruzione interna. A coordinare le attività viene chiamato il medico Pio Molinari (1871-1946), già direttore dell’Ufficio municipale d’Igiene di Brescia e che aveva pubblicato nel 1911 una “Carta biografica della scuola di Brescia”. Accanto a lui un vice direttore, un assistente medico, una capo ispettrice e alcune infermiere; per l’assistenza spirituale e l’apertura della cappella viene chiamato a collaborare don Domenico Vezzoli.

Nel 1929 giungono a compimento lavori di allargamento e qualificazione dell’edificio. Al termine dell’intervento, Villa Paradiso poteva essere in grado di ospitare nella propria capienza massima 120 bambini nella Colonia profilattica e 50 infanti presso la “Casa Materna”, da affidare alle cure del neo incaricato pediatra Pietro Loda (1897-1984). Un giovane medico poco più che trentenne, laureatosi a Pisa nel 1922 dopo essere stato volontario nella Grande guerra, che fu fra i primi in Italia a seguire la specializzazione infantile, percorso che lo farà conoscere alla città intera, restando a dirigere successivamente il Preventorio di Villa Paradiso per interi decenni.

All’alba del nuovo decennio, nel 1930, la “Opera Pia Dispensari Antitubercolari ed Istituti Affini” si presenta con tre servizi: la Colonia Profilattica Infantile (intitolata nel gennaio 1930 a Maria Josè del Belgio, moglie del Principe di Piemonte), la annessa Colonia bambini gracili “Lina Rocchelli Terenzi” e la Casa Maternità, con frequenze che si mantengono complessivamente superiori alle 150 unità.

Finalmente, con regio decreto datato 25 giugno 1936 l’“Opera Pia Dispensari Antitubercolari e Istituti Affini” si trasforma dunque nella nuova “Opera Pia di prevenzione antitubercolare infantile Villa Paradiso”.

Questa fotografia e le altre pubblicate su "bresciastorica.it" sono presenti nel libro fotografico "Brescia Antica" edito dalla Fondazione Negri.

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