Il nuovo paesaggio dei distributori di carburante

L’immagine appare, oggi, perlomeno enigmatica. Un deserto piazzale Arnaldo, ingrigito dalla polvere e dall’incuria. Atmosfere che l’indubbia maestria del fotografo Giovanni Negri riesce a comunicare ponendo al centro della scena tre snelli volumi: il lampione, la pompa di benzina, il disorientato viaggiatore con valigia e mezzo a due ruote.

Fra gli effetti della motorizzazione si registra il formarsi di un nuovo paesaggio minore, via via sempre più denso di segni ed oggetti espressamente rivolti a motociclisti e automobilisti. Segnaletica variamente colorata, cartellonistica pubblicitaria di garages ed officine meccaniche. E distributori per il rifornimento del carburante, inizialmente con una sola colonnina curvilinea, poi sempre più alte insegne luminose, arditi parapioggia in cemento armato e vetrati sgabuzzini dai calendari innominabili.

I primordi, come documenta la fotografia, sono discreti: le pompe di rifornimento, nei primi anni del secolo XX sono poste quasi esclusivamente all’interno dei “garages”, nome non ancora tradotto in autorimessa. Il primo corso per chaffeur tenutosi a Brescia, nell’anno 1905, prevedeva espressamente lezioni dedicate al rifornimento di carburanti per il proprio automezzo, mentre la benzina poteva essere acquistata anche presso meccanici o rivenditori di ferramenta e petroli.

Nel 1907, data del Circuito Automobilistico di Brescia, i luoghi ove rifornirsi di carburante sono, in città, solamente tre: si tratta di Luigi Benedetti, in via Rose, di Filippo Coppi, in corso Zanardelli ed ancora lo spaccio dei Fratelli Guarnieri, in Piazza Loggia. Non sono pompe di distribuzione, ma luoghi ove travasare il prezioso liquido dalle taniche ai serbatoi. Pure presso gli alberghi Gallo e Gambero vi era la possibilità di rifornirsi – così la pubblicità che segnala i moderni alberghi bresciani – di “benzina, olii e carburo”.

Non appena le strade si affollarono anche le colonnine fecero la loro comparsa. In Italia i primi impianti stradali comparvero nel 1924, con una compresenza del modello con pompa misuratrice e di quello più innovativo, a pompa visibile. Ammesse alla verifica metrica col Regio Decreto n. 2199 del 10 settembre 1923, alcune colonne Gilbert e Barker vennero subito installate sul territorio nazionale dalla Siap (Societa Italo-Americana del Petrolio, emanazione della americana Standard Oil of New Jersey) che dal 1891 operava sul mercato italiano.

Sul capitello poggiava un grande cilindro a doppia anta apribile, con i congegni di pompaggio e misurazione. Spesso fregi classicheggianti completavano il design “imperiale”. Ben presto furono aggiunti accessori in ottone, cromati o colorati e si crearono dei distributori più adatti ad essere collocati in un salotto più che ai lati della strada. A Brescia le prime case distributrici di benzina furono la Nafta, la Siap (“Società Italo-Americana del Petrolio”), con la benzina Lampo, la Snom (“Società Nazionale Oli Minerali”), con la benzina dal nome benaugurate di Victoria.

Fra le due guerre appaiono in città i primi edifici appositamente studiati per il rifornimento di carburante. Sono ardite architetture, come per esempio le strutture dell’ex distributore Aquila Petroli in via Dalmazia (progetto di G. Rigoldi) e quello ex Agip in Viale Venezia (progettato dall’ing. G. Patrizi), entrambe databili al 1939-1940. Immagini d’epoca rimandano lustre pompe di benzina allineate anche in Piazza Vittoria e nell’allora Piazza Roma (ora Repubblica), proprio innanzi al palazzo dei Sindacati. E non manca sui periodici bresciani la pubblicità che segnala la benzina Littoria (“Il supercarburante italiano, fusione di gagliarda felicità d’animo e motore”) e Vittoria (“La benzina degli italiani”), dell’Agip – guidata a cavallo degli anni Trenta dal bresciano Alfredo Giarratana – cui si affianca nel periodo dell’autarchia anche il “Carburante Robur”, mistura di benzina ed alcoli etilico e metilico definito “il nostro carburante, adottarlo è un dovere”.

Anche il quotidiano gesto del rifornimento di benzina ha però bisogno di scenografie appropriate, con padiglioni, vetrate, ardite pensiline. Del 1949 é la stazione di servizio posta in Viale Piave, realizzata dalla Società Italo Americana Petroli su progetto di M. Mantovani, quindi gestita dalla Spea, Società Petroli e Affini. Nel 1952 viene costruito il posto di rifornimento Agip di via XXV Aprile, su progetto dell’ing. U. De Stefano: una vera stazione di servizio per i sempre più numerosi automobilisti, con bar e officina. Sono invece del 1955 il distributore di via Cremona e via Diaz, con preziose pensiline a sbalzo. Davvero con le architetture del tutto particolari dei distributori di benzina è possibile scrivere la storia del costume di quegli anni.

Nel 1956, quando il parco automezzi bresciano risultava essere pari a 26.000 autoveicoli e 58.000 motociclette, il numero dei distributori è uguale a 278, di cui 61 aperti in città.

Questa fotografia e le altre pubblicate su "bresciastorica.it" sono presenti nel libro fotografico "Brescia Antica" edito dalla Fondazione Negri.

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