Un palazzo per il sindacato

L’immagine propone la possente mole dell’appena terminato Palazzo dei Sindacati Fascisti dell’Industria, inaugurato nel 1930. Esso sorge in questa posizione quasi a certificare la vocazione industriale della zona posta a sud delle grandi imprese Togni e Tempini: un luogo che deve assolvere un “compito storico”, come quello assegnato dal fascismo al nuovo modello sindacale e corporativistico, e che deve evidentemente corrispondere una sede all’altezza del ruolo.

Così l’impianto urbanistico di piazzale Roma viene modificato per attuare la costruzione del palazzo. L’allargamento della cinta daziaria aveva già causato l’abbattimento dei caselli e della barriera, allargando considerevolmente il piazzale. Il monumento a Giuseppe Zanardelli inaugurato nel 1909 risultava così posto in una posizione alquanto laterale e non di immediata visibilità come al momento dell’inaugurazione. Si decise quindi di spostare tutto il complesso scultoreo nel piazzale derivato dalla copertura del Garza, nel punto di incontro tra le vie Re Galantuomo e Umberto I, dove era in previsione la realizzazione di un nuovo, grande viale congiungente il centro città con la stazione ferroviaria. Il monumento a Zanardelli fu quindi spostato.

Il 26 marzo 1929 la Consulta municipale doveva quindi emettere il proprio parere sulla delibera podestarile di cessione ai sindacati dell’area necessaria per costruire la nuova monumentale sede “con annessi teatro e stabilimento bagni, sostituendo in modo conveniente i soppressi Giardini”. Si trattava di un lacerto di oltre quattromila metri quadrati, vincolata dai vigenti piani regolatori alla realizzazione della Casa de Sindacati. L’area rimase però di proprietà municipale: nel dopoguerra l’amministrazione comunale potrà così rivendicare la proprietà dell’edificio, locato per molti anni alla Cgil bresciana.

Il progetto del nuovo edificio venne affidato agli ingegneri bresciani Ottorino Gorgonio e Gherardo Malaguti, vincitori del concorso appositamente indetto dalla Confederazione nazionale sindacati fascisti dell’industria. Sarà soprattutto il poco più che quarantenne Gorgonio a seguire le varie fasi della realizzazione: un professionista che lavorerà anche alla progettazione del palazzo dello Sport all’Eur di Roma. I lavori vennero condotti con grande celerità dall’impresa di costruzioni Tosi – Devoti, tanto che l’edificio fu inaugurato il 28 ottobre 1930, nel sesto anniversario della marcia su Roma. Il 24 ottobre il Popolo di Brescia, pubblicava l’invito rivolto agli iscritti al sindacato a partecipare alla cerimonia: alla giornata inaugurale non può mancare Augusto Turati, il ras bresciano già potente Segretario nazionale del Pnf, mentre un plastico dell’opera troneggerà per mesi in una vetrina del centralissimo Corso Zanardelli.

La giornata per la verità crea un qualche imbarazzo politico, vista la presenza alla cerimonia di Augusto Turati, che l’8 ottobre aveva reiterato le sue dimissioni da segretario nazionale del P.N.F., ormai già formalizzate ed accettate. Turati tornava dunque a Brescia, come un dirigente “che aveva compiuto il suo ciclo” secondo le parole di Mussolini. L’ex segretario nazionale, partecipò comunque al corteo per l’inaugurazione, insieme ai due fedelissimi della prima ora Dugnani e Bastianon, entrando con la sua automobile in piazzale Arnaldo e proseguendo per via Spalto San Marco fino alla nuova sede sindacale, dove fu applaudito ed acclamato dagli astanti .

Le parole di Dugnani – così si leggeva sul quotidiano del tempo – furono brevi e portarono il saluto “ad Augusto Turati , che ritorna bresciano fra noi bresciani. Noi lo vedemmo un giorno partire con il rammarico nel cuore, perché eravamo un poco gelosi di lui e sentivamo che qualcosa mancava al nostro affetto di camicie nere e di lavoratori. Noi oggi sentiamo nel nostro cuore palpitare infinita la gioia, perché abbiamo fra noi Turati, capo del fascismo bresciano”.

Ferito dai mitragliamenti aerei, di cui resta traccia ancora oggi sulla facciata, il Palazzo divenne subito sede della Cgil. Da quell’ingresso colonnato usciranno nel 1948 la componente cattolica, che darà poi vita alla Cisl, e, nel 1949, la componente repubblicana e social democratica, che darà vita alla Federazione Italiana del Lavoro.

Questa fotografia e le altre pubblicate su "bresciastorica.it" sono presenti nel libro fotografico "Brescia Antica" edito dalla Fondazione Negri.

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